Non siamo dei metalmeccanici. Deputato di Sel difende così le indennità.

12/08/2016 - Casta & Stipendi. Arcangelo Sannicandro, 73 anni, avvocato e parlamentare "comunista" (da 400mila euro l'anno) rivendica in aula il diritto a mantenere l'indennità piena. “Siamo rappresentanti del popolo, esercitiamo la sua sovranità ". Ma l'esercizio scarseggia: in tre anni un solo disegno di legge, l'indice di produttività è un sesto del parlamentare più attivo e risulta assente ai lavori una volta su tre “Non siamo lavoratori subordinati dell’ultima categoria dei metalmeccanici!”. Un’uscita infelice ha fatto sobbalzare mezzo Parlamento. E’ il 4 agosto e alla Camera si discute l’ordine del giorno dei Cinque Stelle che impegna i colleghi a ridursi le indennità di carica da 10 a 5mila euro. La richiesta non passa e molti deputati accusano i grillini di fare demagogia. Copione prevedibile, finché Arcangelo Sannicandro si lancia in una requisitoria in difesa degli onorevoli stipendi con la frase: “Non siamo lavoratori subordinati dell’ultima categoria dei metalmeccanici! Da uno a dieci noi chi siamo?”. Il problema è chi è l’onorevole Sannicandro: 73 anni, avvocato di professione che nel 2014 dichiarava 400mila euro di reddito, politico da 14, già deputato “comunista” di Sel. Viene dal Pci e da Rifondazione. In Parlamento è entrato nel 2013 grazie alla rinuncia di Nicky Vendola dopo 12 anni da consigliere regionale in Puglia.