Expo, alre spese per la distruzione, non basta il fallimento dell'evento

Expo Gate, si sbaracca. Addio alle contestate e poco amate “piramidi” in acciaio e vetro in largo Beltrami: ieri sono arrivate le ruspe a cancellare l’ultimo simbolo dell’Esposizione Universale, costato 3 milioni di euro. E mentre la recinzione indicava i lavori in corso sotto una leggera pioggia e i primi pannelli in metallo iniziavano a cadere, l’architetto “padre” delle due imponenti strutture, Alessandro Scandurra, scriveva su Fb e Instagram due messaggi molto eloquenti: «È la fine», «La morte in diretta». Settimana scorsa gli operai erano al lavoro per sgombrare gli arredi e ora sono passati allo smontaggio vero e proprio. Fine corsa per le “piramidi” alte 18 metri, disfate entro fine anno, in tempo per Natale. Sono state odiate da più fronti, fin dalla loro inaugurazione in pompa magna il 10 maggio 2014, per il loro aspetto futuristico, non adatto al contesto in cui sono state erette, a far da cornice alla Torre del Filarete del Castello Sforzesco. In un infuocato consiglio comunale della precedente amministrazione, maggioranza e opposizione avevano chiesto «l’immediata rimozione degli “stendipanni” alla fine di Expo», con Carlo Monguzzi (Pd) che aveva chiosato: «La cosa più brutta che abbia visto». Hanno invece resistito un anno, utilizzate a settembre per la XXI Triennale internazionale. Ma ora l’addio è davvero definitivo e non saranno riutilizzate in un luogo alternativo. «Promessa mantenuta da parte della giunta. Finalmente si potrà rigodere della vista del Castello da piazza Cordusio. Togliamo due manufatti invadenti e ridiamo bellezza a questo luogo storico», dichiara soddisfatta Elisabetta Strada, capogruppo della lista di Beppe Sala. Lo spiazzo sarà provvisoriamente sistemato per Capodanno, abbellito da aiuole, piante e panchine: sarà un mini lifting in attesa che il futuro di piazza Castello sia disegnato da uno dei 60 progetti arrivati al secondo step nell’ambito del concorso internazionale lanciato lo scorso maggio. (leggo.it 28/1072016)